Uno dei problemi di caldaia più comuni che può verificarsi  è quello di restare senza acqua calda e, di solito, per chissà quale legge di Murphy, questo fastidioso inconveniente capita proprio nei momenti in cui se ne ha più bisogno: sotto la doccia e in inverno, magari durante il weekend. Cosa fare? Ecco una piccola guida per sapere cosa fare nel caso non esca acqua calda.


Non esce acqua calda? Problemi di caldaia? Niente panico! Ecco un pratico prontuario da seguire per cercare di risolvere il problema.

Le 3 cose da fare se non esce acqua calda

 

  1. Segnala qualche errore?

Basta guardare il display. In caso di malfunzionamento può capitare di trovarvi un codice di errore. In questo caso non dovrai che consultare il manuale della tua caldaia: a volte la situazione è risolvibile con un reset che non richiede di chiamare un tecnico professionista.

Nel caso in cui il display non indichi alcunché, potrebbe anche trattarsi, invece che di un guasto alla caldaia, di un problema di erogazione di elettricità o gas: controlla l’interruttore generale elettrico e se altri elettrodomestici funzionino correttamente, come ad esempio il fornello della cucina.

 

  1. Controlla la pressione dell’acqua

Una volta esclusi guasti all’erogazione di luce e gas, e appurato che la caldaia sia in funzione, possiamo concentrarci sui possibili motivi della mancanza di acqua calda. Il più comune è la pressione dell'impianto: troppo bassa o troppo alta. In questi casi la caldaia va in blocco. La pressione giusta per una caldaia va da 1,2 a 1,5 bar: controlla il valore che segna il manometro. Se il valore indicato dal manometro è inferiore a 1, dovrai aumentarlo. Come? Individuando il rubinetto della caldaia e, una volta aperto, ruotandolo in senso antiorario fino a raggiungere la pressione desiderata. Dopodiché occorre richiuderlo e verificare che il problema sia risolto, aprendo il rubinetto dell’acqua.

Se invece il manometro segnala una pressione eccessivamente alta, sarà utile effettuare uno sfiato. Se hai i termosifoni, metti un contenitore in corrispondenza dello sfiato del radiatore e apri la valvolina di sfiato posta nel lato alto del calorifero. Così facendo inizierà ad uscire l’acqua, con conseguente diminuzione della pressione a carico dell’impianto. Ovviamente fai questa operazione gradualmente, tenendo sotto controllo i valori indicati dal monometro, in modo tale da capire quando si è raggiunta la pressione corretta.

Importante!

Ricorda che una diminuzione della pressione o, più in generale problemi alla caldaia, possono essere dovuti all’esistenza di perdite nei sistemi dell’acqua calda e del riscaldamento: anche la presenza di muffa alle pareti potrebbe indicare la perdita. Andrà quindi chiamato un tecnico.

 

  1. Verifica la temperatura dell’acqua

Una volta controllata anche la pressione, è necessario verificare la temperatura dell’acqua. Potrebbe infatti essere un problema legato al generatore e la temperatura dell’acqua essere troppo alta o troppo bassa. La temperatura dell'acqua sanitaria deve essere sempre tra i 45°C e i 55°C.

Considera che tenere la temperatura dell’acqua ai giusti valori, non solo eviterà problemi con la caldaia, ma ti farà risparmiare sui consumi e in bolletta.

Quando è ora di cambiare caldaia?

Nel caso in cui dovesse verificarsi troppo spesso la mancata erogazione dell’acqua calda o altri inconvenienti legati alla caldaia, valuta l’eventualità di sostituirla con una nuova.

Una caldaia datata potrebbe non essere più efficiente e in grado di svolgere il suo lavoro come si deve. Con tutti gli inconvenienti che ne conseguono e, soprattutto, con il risultato di consumare troppo e alzarti la bolletta del gas!

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