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Cosa sono le perdite di rete in bolletta? È possibile evitarle?

Scritto da Marco Alberti | 30 ottobre 2025 - 08:00

Tra le voci meno note della bolletta elettrica compaiono le perdite di rete. Molti utenti, quando fanno attenzione alle voci che compongono la bolletta, restano sorpresi nello scoprire che pagano energia che, di fatto, non viene direttamente utilizzata. Questa percezione genera dubbi e domande legittime: cosa sono le perdite di rete e perché finiscono in bolletta?

Capire il loro funzionamento è essenziale per interpretare correttamente i consumi e il sistema elettrico nel suo complesso.

 

Cosa si intende per perdite di rete

Le perdite di rete rappresentano la quantità di energia che viene dispersa durante il trasporto dall’impianto di produzione fino all’abitazione del cliente finale. Questa dispersione è fisiologica e inevitabile, dovuta alla resistenza dei cavi e alle trasformazioni di tensione.

Non tutta l’energia immessa nella rete arriva integra al punto di prelievo.

 

Perché le perdite di rete vengono addebitate al cliente?

Il sistema elettrico funziona come un insieme condiviso. Le perdite vengono ripartite tra tutti gli utenti perché fanno parte del costo complessivo del servizio di trasporto dell’energia.

In bolletta, queste perdite vengono solitamente esplicitate nella tabella nominata “Elementi di dettaglio”. 

Le perdite di rete per convenzione rappresentano il 10% del consumo per tutte le utenze in Bassa Tensione e il 3,8% per le utenze in Media Tensione.

 

Come vengono calcolate le perdite di rete?

Le perdite di rete vengono stimate sulla base di coefficienti stabiliti a livello nazionale. Non dipendono dal singolo impianto domestico, ma dalla struttura complessiva della rete e dal livello di tensione a cui si è connessi.

Questo significa che:

    • non sono legate a sprechi personali
    • non indicano malfunzionamenti del contatore

 

È possibile evitarle?

Le perdite di rete non possono essere eliminate completamente dal singolo utente. Tuttavia, è possibile ridurne l’impatto in modo in diretto.

L’autoconsumo da fotovoltaico, ad esempio, riduce l’energia prelevata dalla rete e quindi anche la quota di perdite associate. Più energia si consuma direttamente dove viene prodotta, minore è la dispersione.